L’Eternit, inventato dall’ austriaco Ludwig Hatschek nel 1901, chiamato ai tempi del fascismo (enciclopedia Treccani ed.’39) Eternite, è stata più che altro un evoluzione logica degli esperimenti già in atto con le fibre di un minerale molto comune ovunque, dal nome greco di abseto o amianto, fibre che a quel tempo cominciavano a venir usate più che altro nell’industria tessile, vennero appunto fuse con il cartone e il cemento dando origine così al fibrocemento o Eternit dal nome della fabbrica che lo produceva. Il “cemento dei poveri” come si chiamava venne usato in un infinità di manufatti dato il suo basso costo e facilità di trasporto ma soprattutto vennero sfornate dalle fabbriche con marchio Eternit migliaia di lastre di Ondulite che ricoprirono tetti di case, garages, scuole, gazebi,etc fino al giorno in cui non si cominciò a dubitare della pericolosità delle sue fibre respirabili, attraverso l’enorme incidenza di malati di un particolare tipo di cancro ai polmoni tra le file degli operai delle fabbriche dove l’amianto si lavorava : immaginate che solo a Casal Monferrato ci furono più di 1800 morti. Appurato ciò, la legislazione italiana passò attraverso un lungo processo di proibizione sempre contrastata dalla lobby dei produttori, fino al 1994 quando finalmente fu dichiarata l’obbligatorietà dello smaltimento dell’Eternit e di tutti i manufatti in amianto, oltre alla proibizione della vendita.

Eternit Roma è una realtà consistente messa in piedi dalla InterEco servizi che oltre ad occuparsi di: bonifiche, demolizioni, monitoraggio ambiente, consulenza tecnico-amministrativa e gestione autonoma dei rifiuti speciali pericolosi, sta dedicando grande parte del suo impegno allo smaltimento dell’Eternit (ondulite etc) a Roma e in provincia, riducendo i costi per il cliente privato il più possibile e, rispettando al contempo tutte le normative di legge richieste.

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La bonifica vera e propria dell’Eternit in circolazione (che è ancora molto), funziona più o meno cosi : innanzi tutto per maneggiarlo bisogna premunirsi con i DPI del caso; tute, guanti mascherine, copriscarpe il più possibile resistenti, poi una volta smontata (la tettoia per esempio) bisogna passarci sopra una vernice primer  a  base di terpolimeri acrilici, poi imballarne i pezzi in teli plastici spessi che non si rompono, sigillare il tutto in pacchi con un tipo di nastro adesivo speciale e chiamare l’Eternit Roma per il ritiro a domicilio a pagamento. Loro penseranno a smaltirlo e a stoccarlo nelle loro piattaforme polivalenti a Giudonia.

E’ ovvio che facendo in questo modo risparmierete, ed è meglio fare così che non farlo per niente. Personalmente preferisco chiamare da subito i tecnici dell’Eternit Roma  e non pensarci più, a mio vedere lo smaltimento dell’Eternit deve essere fatto da chi lo sa fare e L’InterEco se ne occupa da trent’anni. Anche perché soffro di vertigini e sono un poco debole. L’importante è comunque non affidare il compito a chi vi dice che lo fa lui magari con un camioncino in cinque minuti, finirebbe sicuramente ai bordi di qualche strada, rotto (e perciò ancora più pericoloso) e voi con la coscienza urlante a girare gli occhi per non guardare il frutto dell’ ignoranza che per pochi euro vi ha portato a contribuire alla futura sofferenza di un uomo, di un bambino, di un animale che passerà li per caso nei secoli a venire.

Chiedete un preventivo per lo smaltimento dell’Eternit a Roma e provincia, o anche solo per un ritiro, chiedere non costa niente …

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